Mittelalter 2007/2
Heft 2007/2    2. Artikel

Fortificazioni del Canton Ticino: inventario e indagini preliminari

par Christiane De Micheli Schulthess

Nel 2003, su richiesta del Servizio Inventario dell’Ufficio dei beni culturali, Bellinzona, la Divisione della pianificazione territoriale stanziava un credito per l’esecuzione di un catalogo sistematico delle fortificazioni del Canton Ticino. Lo scopo di questo lavoro era individuare e rilevare le strutture ancora identificabili, per definire il grado di tutela appropriato.

Le fonti scritte si riferiscono generalmente a quegli oggetti già abbastanza noti (es. Castello Visconteo di Locarno, Castelli di Bellinzona, Castello di Serravalle, ecc.). Per realizzare un elenco preliminare degli oggetti da identificare, ci si è avvalsi di pubblicazioni, come la Carta dei castelli della Svizzera (1985), i testi di Clemente (1974) e altri. A questo elenco, grazie alla collaborazione di Stefano Vassere del Repertorio toponomastico ticinese, sono state integrate informazioni deducibili dalla toponomastica. Le voci prese in considerazione riguardavano essenzialmente le denominazioni "castello" e "torre". Ne sono risultati oltre 400 oggetti, distribuiti sul territorio di 237 comuni. Va però ricordato che un numero elevato di questi toponimi può avere anche tutt’altro significato. Le strutture fortificate risultano oggi essere in parte ubicate all’interno dei nuclei moderni, in parte si situano invece al di fuori di essi, in posizione predominante. Molte di queste strutture sono ridotte a pochi resti murari o hanno subito trasformazioni a volte radicali. In entrambi questi casi estremi sarebbe necessaria un’indagine archeologica per collocare le strutture nel loro giusto contesto.

Non potendo spesso neppure disporre di un rilievo delle strutture emergenti, risulta arduo ascrivere gli oggetti individuati ad una precisa classificazione tipologica. Le strutture o resti individuati si possono ricondurre a due categorie principali: le torri isolate ed i complessi con più elementi architettonici comprendenti la torre, la cinta muraria e le strutture interne. Le torri isolate a base quadrata, come la Torraccia a Barbengo o la Torre Alta a Lodrino, sembrano essere le più numerose. Solo un esempio di torre a base circolare è stato finora rinvenuto, quella di Campo Blenio. Inoltre vi sono anche le torri trasformate in torri campanarie (Campanile della chiesa di S. Quirico a Minusio), o quelle inserite nel tessuto degli abitati moderni (la Torre dei Nobili a Prato Leventina). Complessi con più elementi archtettonici sono stati individuati a Bironico, Mezzovico-Vira e Castel San Pietro, dei quali sono ancora visibili i resti murari.

Gli altri complessi individuati possono essere suddivisi in due gruppi: quelli per i quali è stato possibile misurare l’estensione totale (Castello di Torricella-Taverne, Castello di Caroggio, Castellaccio di Melano, Castello di Sta. Maria a Giornico, Castello di Pontegana, ecc.), e quelli di cui sono stati rilevati solo alcuni elementi della cinta o delle strutture interne (Casletto di Bedano, Castellaccio di Barbengo, Castello di Cresta, ecc.). Fra i complessi con più elementi architettonici occorre ricordare anche quelli che, nonostante l’attuale toponimo, non avevano in passato la funzione di castello (torre e villaggio di Redde, "Castello di Tremona"). I toponomi includono anche i castellieri pre- e protostorici come quelli di Ascona (Balladrum), Barbengo (Castelvedro), Tegna e Torricella-Taverne (Monte Barro).

Traduzzione: Christian Saladin, Basilea/Origlio

De Micheli Schulthess, Christiane : Fortificazioni del Cantone Ticino: Inventario e indagini preliminari
Mittelalter – Moyen AgeMedioevoTemp medieval, Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 12. Jahrgang 2007, Heft 2, 42 - 48.

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