Mittelalter 2007/2
Heft 2007/2    4. Artikel

Gorduno: la collina del castello

par Giuseppe Chiesi

Le indagini condotte dall’Ufficio beni culturali nel 1995 a Gorduno sulla collina dove sorge la chiesa dei SS. Carpoforo e Maurizio hanno portato a risultati di notevole rilievo per la conoscenza degli edifici religiosi, e hanno aperto una pagina di storia ancora poco conosciuta sulle fortificazioni medievali del distretto bellinzonese.

L’altura rocciosa è situata a settentrione dello sbarramento naturale di Bellinzona, vicino all’autostrasa A2. Decisiva appare la prossimità delle vie di comunicazione che portano ai valichi delle alpi centrali (San Gottardo, Lucomagno, San Bernardino). Nel Medioevo, poco più a nord della località correva la linea di demarcazione tra il contado di Bellinzona e il comune di Leventina, e dunque tra il distretto di pertinenza comasca e le tre valli (Leventina, Blenio e Riviera) governate dai canonici del Duomo di Milano.

Durante le indagini archeologiche, sul piano sommitale dell’altura, sono stati individuati i resti di una di una prima cinta muraria, risalente all’Altomedioevo e la base di una torre. Il ritrovamento di una spada deposta in una sepoltura fa pensare alla presenza di guerrieri longobardi, attestati peraltro alla fine del sec. VI a Bellinzona. La torre, sorta attorno all’anno Mille, potrebbe invece essere posta in relazione con l’arrivo nel distretto bellinzonese delle famiglie capitaneali insediate dall’arcivescovo di Milano nella regione del Verbano.

La prima menzione del "castrum de Nioscha" è attestata nel 1133. Nel castello si era insediato un ramo della nobiltà locarnese (Orelli-Magoria), che ebbe una parte attiva nelle vicende dell’età comunale e signorile della regione alpina dall’XI alla metà del XIV secolo. Da una parte si ebbe la sostituzione del primitivo edificio di culto con una chiesetta, consacrata a quanto sembra nel 1132 dal vescovo di Como Ardizzone. La campagna di scavi, limitata solo alla chiesa e a parte del sagrato, non ha potuto portare alla luce resti significativi.

Il rilievo topografico realizzato nel 2000 da Rudolf Glutz ha consentito di individuare meglio le tracce, già parzialmente visibili ai bordi dei terrazzamenti, di due probabili cinte murarie che circondavano interamente la collina. Si può pertanto affermare che nei secoli XIII e XIV il castello presentava una fisionomia ben più articolata. Gli edifici del castello erano collocati intorno alla chiesa.

La ragione della cancellazione quasi totale delle strutture fortificate deve essere ricercata negli avvenimenti politici che segnarono i distretti alpini nel corso del XIV e X secolo, ossia nel periodo della conquista della regione da parte dei milanesi. Dopo la metà del Trecento il governo del castello appare nelle mani di un membro di una potente famiglia mesolcinese, Albertone de Sacco. I rapporti tra i Visconti e De Sacco si guastarono pochi anni più tardi. Nel 1402, alla morte del primo duca Gian Galeazzo Visconti, i De Sacco si impadronivano della fortezza bellinzonese, cedendola poi nel 1419 a Uri e Obwaldo. Dopo la sconfitta degli Svizzeri ad Arbedo nel 1422, i territori in questione tornarono sotto il dominio milanese. È verosimile quindi che il castello di Gorduno, entro le cui mura, forse, un manipolo di difensori svizzeri aveva cercato di opporre resistenza ancora nei primi mesi del 1422, sia stato distrutto o smantellato all’indomani della vittoria di Arbedo.

Traduzzione: Christian Saladin, Basilea/Origlio

Chiesi, Giuseppe : Gorduno: la collina del castello
Mittelalter – Moyen AgeMedioevoTemp medieval, Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 12. Jahrgang 2007, Heft 2, 55 - 59.

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